Cavalierati a vanvera
Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, il 25 novembre 2013 ha conferito l'Onorificenza di Cavaliere dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana all'avvocatessa Lucia Annibali, la donna di Pesaro che fu sfregiata con l'acido per ordine del suo ex fidanzato.
Il
presidente Ciampi, se ben ricordo, aveva trasformato in Commendatore
(sic) quel cantante il cui nome coniuga alla perfezione un dio
greco con un noto digestivo italiano. L'Ordine al Merito della Repubblica Italiana, mi punge vaghezza il ricordarlo, fu istituito con la Legge 3 marzo 1951, n. 178 (G.U. n. 73 del 30 marzo 1951).
Dice il sito della Presidenza che si tratta del «primo fra gli Ordini nazionali ed è destinato a "ricompensare benemerenze acquisite verso la Nazione nel campo delle lettere, delle arti, dell'economia e nel disimpegno di pubbliche cariche e di attività svolte a fini sociali, filantropici ed umanitari, nonché per lunghi e segnalati servizi nelle carriere civili e militari."».
Certo, sono noti a tutti i meriti canori del commendator Ramazzotti, senza i quali l'Italia non sarebbe ciò che è, ma l'essere sfregiati con l'acido dal proprio ex fidanzato è un merito?! Vale un cavalierato?
E l'essere stuprata da un branco di bastardi? E l'essere rapinate? E dove si ferma il merito per un cavalierato? Essere vittima di uno scippo o di una truffa porta all'onoreficenza? E l'aver preso un pugno al bar?
Ci penseranno i prossimi Presidenti, io credo, a finire il lavoro, e poi... "todos caballeros"!
Cittadinanze a vuoto
Oggi pare che vada di moda nei municipi anche l'idea di concedere la cittadinanza onoraria ai bambini figli di stranieri e nati in Italia.
In genere la "Cittadinanza Onoraria" si concedeva, come riconoscimento onorifico, a chi, non essendo iscritto all'Anagrafe del Comune, si fosse distinto per una delle seguenti motivazioni:
- per l'esempio di una vita ispirata ai fondamentali valori umani della solidarietà, dell'amore dell'aiuto al prossimo, specialmente nei confronti dei più deboli e bisognosi;
- per il contributo al progresso della cultura in ogni campo del sapere ed il prestigio conseguito attraverso gli studi, l'insegnamento la ricerca e la produzione scientifica;
- per il personale apporto al miglioramento della qualità della vita e della convivenza sociale conseguente al generoso impegno nel lavoro, nella produzione dei beni, nelle professioni, nel commercio, nella gestione politica e amministrativa;
- per esemplare affezione ed interessamento verso la città e la comunità, unanimemente riconosciuti e testimoniati da opere ed iniziative finalizzate a promuovere tra i cittadini palmesi e all'estero la conoscenza e la valorizzazione della realtà socio-economica, storico-artistica e umana della loro terra.
Come possono sopravvivere le onoreficenze se le usano come arieti politici per abbattere le porte del buon senso e spianare la strada a idee italofobe o androfobiche?
Mala tempora corrunt
MB
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