23 gennaio 2010
Il pensiero di Marx rappresenta una delle devianze filosofiche più perniciose che la storia abbia mai conosciuto.
In Marx la filosofia speculativa si fa ideologia e politica pratica, e descrive l'uomo come un essere puramente materiale, individua la sua modesta a transitoria felicità, e ancor più una modesto e labile senso di "giustizia", nel solo possesso dei beni terreni.
Marx crea la mostruosa premessa agli orrori del maoismo, dello stalinismo e di Pol Pot. Alle foibe di Tito e alle terribili tirannie di mezzo modo.
Purtroppo no, Marx non è morto, non del tutto almeno. Il suo spettro velenoso e inquietante si muove ancora nelle tenebre del pensiero umano, e va agitando le coscienze con denuncie di vere ingiustizie sociali, usandole però come grimaldello per indurre le "masse" verso nuove aberranti tirannie.
Il pensiero di Marx rappresenta una delle devianze filosofiche più perniciose che la storia abbia mai conosciuto.
In Marx la filosofia speculativa si fa ideologia e politica pratica, e descrive l'uomo come un essere puramente materiale, individua la sua modesta a transitoria felicità, e ancor più una modesto e labile senso di "giustizia", nel solo possesso dei beni terreni.
Marx crea la mostruosa premessa agli orrori del maoismo, dello stalinismo e di Pol Pot. Alle foibe di Tito e alle terribili tirannie di mezzo modo.
Purtroppo no, Marx non è morto, non del tutto almeno. Il suo spettro velenoso e inquietante si muove ancora nelle tenebre del pensiero umano, e va agitando le coscienze con denuncie di vere ingiustizie sociali, usandole però come grimaldello per indurre le "masse" verso nuove aberranti tirannie.
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