martedì 30 dicembre 2014

Un cavalierato a Pietro Barbini sfregiato dall'acido

Signor Presidente della Repubblica,
con la presente sono a ricordare alla SV che il 25 novembre 2013 Ella ha conferito l'Onorificenza di Cavaliere dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana all'avvocatessa Lucia Annibali, la donna di Pesaro che fu sfregiata con l'acido per ordine (dicunt) del suo ex fidanzato.
Ebbene, Signor Presidente della Repubblica, avendo la Vostra Signoria insignito del cavalierato la signora Lucia Annibali in quanto sfregiata per mezzo di sostanza acida da un ex fidanzato, Le segnalo il caso del tutto analogo di Pietro Barbini, giovane di Milano di ventidue anni, sfregiato per mezzo di sostanza acida dall'ex fidanzata, tale Martina Levato ventitreenne studentessa della Bocconi.
Sono certo che Ella, Signor Presidente non vorrà discriminare Pietro Barbini a causa del suo sesso maschile e che vorrà piuttosto fissare quanto prima la data del conferimento al medesimo dell'Onorificenza di Cavaliere dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana, la stessa onoreficenza già concessa per lo stesso identico motivo alla signora Annibali.
In attesa di applaudire il nuovo Cavaliere della Repubblica
porgo alla SV i miei più distinti saluti.

Michele Balen

Pietro Barbini, 22 anni, è stato aggredito dalla sua ex fidanzata e da un suo complice.

lunedì 15 dicembre 2014

Che cos'è la P2

La data di fondazione della loggia massonica Propaganda Due si perde nel tempo, come spesso accade per simili consorterie. E' noto, comunque, che era un antico sodalizio che accoglieva gli elementi più importanti e prestigiosi, fin da quando, nel secolo scorso, la massoneria, aveva avuto un ruolo centrale nelle vicende italiane.
Dopo la seconda guerra mondiale era stata riorganizzata anche la loggia P2, con l'aiuto della massoneria USA, trasferendovi i massoni più in vista o che dovevano restare "coperti".
Nel Dicembre 1965 il Gran Maestro aggiunto Roberto Ascarelli presenta l'apprendista Licio Gelli al Gran Maestro Gamberini, il quale lo eleva immediatamente di grado nella gerarchia massonica e lo inserisce nella loggia P2.
Nel 1969 Ascarelli e Gamberini affidano a Gelli un non meglio precisato incarico speciale nella loggia.
Nel 1971 Gelli diviene segretario organizzativo e ha il totale controllo della loggia. Nel frattempo molti personaggi eccellenti, soprattutto militari e finanzieri si sono iscritti, tra questi il generale Allavena che porterà in dote le copie dei fascicoli delle schedature del SIFAR.
Nel '69 capi massonici diranno che grazie a Gelli 400 alti ufficiali dell'esercito sono stati iniziati alla massoneria al fine di predisporre un "governo di colonnelli", sempre preferibile ad un governo comunista.
Nel 1972 il nuovo segretario organizzativo cambia nome alla loggia in "Raggruppamento Gelli-P2" accentuandone le caratteristiche di segretezza evitando qualsiasi tipo di controllo. Nel 1973 la loggia segreta "Giustizia e Libertà" si fonde con la P2.
Alla Gran Loggia di Napoli del Dicembre 1974, qualcosa di simile a un conclave massonico, alcuni tentarono di sciogliere la P2 e di abrogarne i regolamenti particolari, ma senza successo, Gelli aveva acquisito troppo potere nel frattempo. Lino Salvini, maestro del Grande Oriente d'Italia, quindi, nonostante non vedesse di buon occhio tanto potere concentrato in quella loggia, il 12 Maggio 1975 decretò ufficialmente la ricostituzione della loggia P2 elevando Gelli al grado di maestro venerabile.
La loggia P2 valicherà presto i confini nazionali e conterà affiliati in diversi paesi dove non si limiterà a fare proselitismo, ma parteciperà, nei modi che la caratterizzano alla vita politica, economica e finanziaria di tali paesi. In Argentina, per esempio favorirà il golpe militare, per poi perorare la causa del ritorno di Peron, così come risulterà implicata nello scoppio del conflitto delle isole Malvinas.
La loggia P2 risulterà attiva in Uruguay, Brasile, Venezuela, negli Stati Uniti, in diversi paesi europei e non ultima in Romania, dove Gelli avrà importanti rapporti con il regime "socialista" di Ceausescu, nonostante l'anticomunismo viscerale di tutti gli aderenti alla P2. Evidentemente a Ceausescu non era rimasto niente di comunista e Gelli lo sapeva. Analizzare gli intrighi, la partecipazione a tentativi di colpo di stato o a colpi di stato riusciti, a stragi, attentati, omicidi, depistamenti, operazioni finanziarie sporche e' praticamente impossibile. Basti pensare che dopo il ritrovamento di una parte dei documenti relativi alle attività della loggia ad Arezzo il 17 Marzo 1981 e di altri a Montevideo in Uruguay e' stata costituita una commissione parlamentare di inchiesta presieduta da Tina Anselmi, i cui atti sono raccolti in 76 volumi di dimensioni consistenti e che la documentazione raccolta occupa diverse scaffalature anch'esse di dimensioni consistenti. Semplicemente ci limiteremo a dare un parziale elenco delle vicende in cui la P2 e' implicata.
Anche l'elenco degli iscritti che forniamo e' parziale, purtroppo però è l'unico conosciuto, si calcola comunque che gli iscritti alla loggia fossero 2500/3000 e non 963 come risulta dalle liste sequestrate ad Arezzo.
Il 10 Dicembre 1981 il Parlamento ha ufficialmente sciolto la P2. Si tratta però solo di un atto formale, in realtà Gelli, nonostante i molti anni di carcere a cui è stato condannato, è ancora a piede libero e ha a disposizione un enorme patrimonio per continuare a tessere i suoi intrighi. 
Il "piano di rinascita democratica" sequestrato a Maria Grazia Gelli nel Luglio 1982, che rappresenta la "carta programmatica per l'Italia" della P2, è divenuto il programma di Silvio Berlusconi, in gran parte attuato. E in continutà con la filosofia P2 si sono mossi i Governi Monti Letta ed ora Renzi.
La P2 travalica i confini nazionali anche formalmente, Gelli nella Primavera del 1975 ha fondato a Montecarlo l'OMPAM che nessuno si sogna di sciogliere.

Vicende in cui è implicata la loggia P2

- Strage del treno Italicus
- strage di Bologna
- strage di Ustica
- strage di Piazza Fontana
- strage del rapido 904
- omicidio Calvi
- omicidio Pecorelli
- omicidio Olof Palme
- omicidio Semerari
- colpo di stato militare in Argentina
- tentativo di colpo di stato di Junio Valerio Borghese
- tentativo di colpo di stato della Rosa dei Venti
- caso dei dossier illegali del SIFAR
- operazione Minareto
- falso rapimento Sindona
- tentativo di depistamento durante il rapimento Moro
- rapimento Bulgari
- rapimento Ortolani
- rapimento Amedeo
- rapimento Danesi
- rapimento Amati
- rapporti con la banda della Magliana
- rapporti con la banda dei marsigliesi
- inchiesta sul traffico di armi e droga del giudice Carlo Palermo
- riciclaggio narcodollari (caso Locascio)
- caso Cavalieri del Lavoro di Catania
- fuga di Herbert Kappler
- crack Sindona
- crack Banco Ambrosiano
- crack Finabank
- scandali finanziari legati allo IOR
- caso Rizzoli-Corriere della Sera
- caso SIPRA-Rizzoli
- scandalo dei Petroli
- caso M. Fo. Biali
- caso Eni-Petronim
- caso Kollbrunner
- cospirazione politica e truffa di Antonio Viezzer
- cospirazione politica di Raffaele Giudice
- cospirazione politica di Pietro Musumeci
- cospirazione politica e falsificazione documenti di Antonio La Bruna
- finanziamenti FIAT alla massoneria

lunedì 8 dicembre 2014

Il presepe negato di ogni anno



È ormai da tempo che all'inizio di ogni Avvento parte una campagna laicista, condotta da certi insegnanti e da certi dirigenti scolastici, contro il Natale cristiano.
Non si avvedono costoro che, al di là dell'assurdità di voler negare ai bambini ogni visione cristiana del Natale in un paese dalla storia profondamente cristiana, vi è nell'atto negativo stesso una sorta di grossolana incoerenza.
Negando il presepe e i canti religiosi si nega il Natale fin dalla sua stessa radice, si nega la natura profonda e autentica del Natale, e però lo si vorrebbe salvare come festa invernale, come festa dei consumi.

Si guardano bene infatti certi presidi e certi inseganti dal voler applicare fino in fondo il proprio micropensiero laicista, dovendo giungere in tal caso alla sgradita conclusione che il Natale non debba più essere festeggiato affato, avendo infine (tolta la visione sacrale cristiana ed ogni altra possibile sacralità religiosa) ridotta la festa ad un evento privo di qualsiasi senso compiuto, che non sia quello vanamente consumistico, che in quanto tale è però poco degno di essere celebrato.

Ma come dire alle famiglie che se il natale cristiano dovrebbe essere abolito perchè non politicamente corretto, anche quello scristianizzato dovrebbe essere altrettanto abolito, perchè epressione del più grasso consumismo o, alla meglio, della più flaccida letteratura sentimentalborghese?

Abolire il natale cristiano sì, è facile, ma abolire la festa dei consumi invernali e dei buoni ipocriti sentimenti no, non lo è altrettanto: le vacanze e gli acquisti fanno comodo a tutti.

Il problema è che quel presepe è l'immagine di una famiglia, povera ma santa. Ma è soprattutto una famiglia: c'è una mamma, c'è un bambino e, ahi loro, c'è persino un papà. E' un'immagine di una povertà e di una familiarità che spaventa i pasciuti e gli ipocriti di oggi, i politicamantre corretti, i farisei del nostro tempo. I quali si nascondono, e nascondono la pochezza dei loro concetti, dietro a larghi  vaniloqui sulla laicità dello stato, dietro allo stuzzicadenti sottile dell'accoglienza dei diversi, dietro un fluente quanto inutile blà blà psicopedagogico. E danno sfoggio della loro abilità nell'arte, mai sopita, dello scalare gli specchi.

Stavolta a conquistare meritatamente gli onori della cronaca per un presepe negato ai bambini è il preside, tale Luciano Mastrorocco, dell'Istituto Comprensivo De Amicis di Bergamo.
Preside che, spaventato dall'eco del suo stesso abbaiare, si affretta a negare con un comunicato stampa il  gesto compiuto.«lo voglio ribadire a chiare lettere: IO NON HO MAI VIETATO IL PRESEPE A SCUOLA..» scrive infatti costui, usando il grassetto maiuscolo sottilineato.Poi s'infila pateticamente, per giustificare il divieto, in veri e propri labiriti verbali, pieni di frasi di circostanza che lascia al lettore di sgrovigliare, se è così bravo da risiscirci. "Provamo a sparlare in latinorum" avrà pensato il dirigente, e vediamo se così facendo ci salviamo la faccia.
Ecco il Mastrorocco tratto dal sito della sua scuola:
«io non ho mai vietato il presepe a scuola. L’indicazione condivisa all’interno dell’Istituto, negli otto anni della mia Dirigenza, va nella direzione di ciò che è opportuno, intelligente e sensato fare in una scuola pubblica plurale e inclusiva.» [...]
«La nostra comunità, quella scolastica, si avvale dell’apporto di culture, pensieri, idee, atteggiamenti, storie, tradizioni che provengono dalla complessità di un mondo aperto e dialogante.» [...]
 «Cerchiamo di pensare per potenzialità, cosa impossibile se cominciamo ad assumere i limiti delle appartenenze religiose, che hanno la loro più totale e assoluta legittimità, nella libertà di ogni famiglia di crescere ed educare i propri figli, ma che non può e non deve diventare elemento divisivo all’interno dell’Istituzione Pubblica. Tutto ciò che attiene alla vita delle persone, alla loro cultura, al loro immaginario, si incontra nella scuola, ambiente che diventa crocevia di esperienze e narrazioni le più diverse e che gli insegnanti sapientemente mettono a confronto perché l’esperienza di uno diventi patrimonio dell’altro.» [...]
«Non esiste un preteso standard di adeguatezza – normalità? - nel campo degli apprendimenti generali, sul quale andare a misurare l’eventuale distanza di ogni singolo alunno, figuriamoci se possiamo permetterci di farlo in riferimento alle convinzioni religiose delle persone.»

Totale? Dopo tanti blà blà sull'inclusione... "questo presepio non s'ha da fare!
Già, lui il Capo d'Istituto, non ha mica vietato il presepio a scuola, ha solo disposto che non sia fatto.

Un vero capolavoro di pochezza si ammira pure nell'appoggio che lo "staff" del dirigente vuol fare al suo capo.
«Lo stile del dirigente, la cultura e le pratiche del nostro Istituto non sono mai state improntate alla logica del “divieto” o della “autorizzazione”: le scelte sono state costruite attraverso la problematizzazione, la discussione e una responsabile condivisione.»
«Siamo favorevoli o contrari al “Presepio nella scuola”? Rifiutiamo una domanda semplicistica come questa che trasforma l’esperienza formativa in battaglia ideologica di basso profilo: come professionisti della scuola, ci aspetteremmo altrettanta responsabilità nei politici, nei giornalisti e in tutti coloro che vogliono portare un contributo vero ai problemi in campo discutendo gli obiettivi formativi e le metodologie che stanno alla base delle singole proposte.»

Insomma: noi, staff del dirigente, siamo favorevoli o contrari al presepio nella scuola? Col cavolo che ve lo diciamo in modo chiaro! Intanto però "Questo presepe non s'ha da fare!"

Del "caso Mastrorocco" scrive David Bidussa sul portale di cultura ebraica moked
http://moked.it/blog/2014/12/07/presepe/

…presepe

All’Istituto De Amicis di Bergamo il dirigente scolastico ha vietato il presepe in nome del rispetto delle fedi degli altri. Una scelta che indica almeno due cose: 1) il venir meno alla propria mission da parte della scuola; 2) un’idea sbagliata di laicità. Se è vero che la scuola deve essere uno dei luoghi in cui si allarga la conoscenza anche in conseguenza delle molte appartenenze culturali dei suoi iscritti allora essa deve offrire di più, non di meno. Pensare di essere laici eliminando le cose non rende più tolleranti né più disponibili verso gli altri. Rende tutti più poveri e direi, anche più soli. E nella solitudine, più intolleranti.

David Bidussa, storico sociale delle idee

(7 dicembre 2014)

Condivido a piene mani il pensero di Bidussa. E aggiungo che da qui passa la differenza che c'è fra una buona laicità dello stato, che è apertura ai diversi credo dei suoi cittadini, che si sforza di trovare il modo di integrare e condividere, e uno stolido laicismo ideologico, che al contrario è appiattimento del pensiero, annullamento di ogni credo, svuotamanto di senso della cultura e del sapere. Il secondo è certo più facile del primo, è più adatto al pensiero debole dei nostri tempi, perchè cerca di evitare i conflitti, non di affrontarli. E però, guarda caso, ne crea maldestramente di più grandi ed insanabili.

…presepe

All’Istituto De Amicis di Bergamo il dirigente scolastico ha vietato il presepe in nome del rispetto delle fedi degli altri. Una scelta che indica almeno due cose: 1) il venir meno alla propria mission da parte della scuola; 2) un’idea sbagliata di laicità. Se è vero che la scuola deve essere uno dei luoghi in cui si allarga la conoscenza anche in conseguenza delle molte appartenenze culturali dei suoi iscritti allora essa deve offrire di più, non di meno. Pensare di essere laici eliminando le cose non rende più tolleranti né più disponibili verso gli altri. Rende tutti più poveri e direi, anche più soli. E nella solitudine, più intolleranti.
David Bidussa, storico sociale delle idee
(7 dicembre 2014)
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domenica 7 dicembre 2014

rimedi alla crisi

16 dicembre 2011 ·


"Prout eliminare li excessi de li umori malsani che ammorbeno l'Italia tutta serveno hodie copiosi clisteri de fandonie, et fortissimi salassi fiscali et copiosissima applicatione de sanguisughe sul tessuto produttivo et sociale."

Balancione Monti medico de la peste in Roma 


 "Guardate, abbiamo fatto tutto il possibile per salvare l'Italia: le abbiamo cavato il sangue, bucato il cranio per bene, messo le sanguisughe dappertutto, fatto clisteri abbondanti. Di più non potevamo fare. Mi dispiace!" 
firmato 
il dottor Monti.

Il compagno Gallo fu

MERCOLEDÌ 22 MAGGIO 2013
Il compagno Gallo: rispetto per il morto senza santificarlo.

E' morto all'età di 85 anni il signor Andrea Gallo, il "compagno Gallo".
Personalmente non mi sento particolarmente colpito dalla sua morte. A me non ha testimoniato mai nulla di autenticamante cristiano. E' stato ai miei occhi solamente un propugnatore di idee politiche, un ideologo, un amico dei malfattori più che delle loro vittime, un seguace di Barabba più che di Cristo.
Ha raccolto tanti applausi quanti ne ha cercati, ha fatto il dissenziente di mestiere inseguendo e raccogliendo a piene mani il consenso di una certa parte politica. E' stato tante cose, anche uno scrittore, ma ai miei occhi mai è stato l'esempio di un buon prete. E' stato invece e soprattutto una buona reclame per suoi sigari.
Oggi che i suoi aforismi intasano la rete, che la sinistra lo vuole santificare, io mi limito (come al solito) a stare al di fuori del coro, e mi sforzo di pregare per quest'uomo perchè Dio abbia pietà anche di lui.

cittadinanza straccia

Cari italiani, scrivetevi sul taccuino i nomi di quelli che vorrebbero concedere la cittadinanza italiana ad ogni bel tomo che abbia la ventura di passare per il nostro  Paese. Sarà il nome di chi avrà avuto il demerito d'aver ridotto a carta straccia la cittadinanza vostra e dei vostri figli. Conservatene la lista affinchè i posteri possano sapere un giorno a chi devono lo sfascio finale dell'Italia.

Che se ne faranno i veri neoitaliani di origine straniera, quelli che sono italiani nella mente e nel cuore, di una cittadinanza di cartaigienica, che sarà data a gratis a chi non sa spiccicare neppure una parola di italiano? 
Bella fregatura per tanti amici e studenti di origine straniera che hanno lottato per ottenere un riconoscimento, quello stesso che un domani sarà regalato al primo che passa.

Addio Italia.

23 luglio 2013 ·


La legge sull'omofobia - legge che serve a tacitare ogni dissenso sul matrimonio omosessuale e sulle adozioni di bambini da parte di coppie gay - e la legge dello "ius soli" - legge che serve a dare la cittadinanza agli stranieri nati in Italia (anche se per caso, anche se non cresciuti in Italia) e non a quelli cresciuti in Italia se nati altrove... avranno l'effetto congiunto di annullare di annichilire i due pilastri fondamentali dell'Italia: la famiglia e la cittadinanza. 

Tutto e niente sarà famiglia! Tutti e nessuno saranno italiani!
E allora... addio Italia.



facciamoci arrestare


Va bene, facciamoci arrestare per lesa maestà e vilipendio dell'omosessualità: Io dico che "UN BAMBINO
HA BISOGNO DI UN PADRE E DI UNA MADRE, non di due madri o di due padri, o di un madro o di una padra".
Io dico che "NON DEVONO ESSERE PERMESSI MATRIMONI TRA PERSONE DELLO STESSO SESSO".
Adesso mi portate le arance in gattabuia?

Anche sogliono essere odiatissimi i buoni

"Anche sogliono essere odiatissimi i buoni e i generosi perchè ordinariamente sono sinceri, e chiamano le cose coi loro nomi. Colpa non perdonata dal genere umano, il quale non odia mai tanto chi fa male, né il male stesso, quanto chi lo nomina.
In modo che più volte, mentre chi fa male ottiene ricchezze, onori e potenza, chi lo nomina è strascinato in sui patiboli, essendo gli uomini prontissimi a sofferire o dagli altri o dal cielo qualunque cosa, purché in parole ne sieno salvi."

Giacomo Leopardi

i non-funerali di Priebke

15 ottobre 2013


Sono sconcertato dalla vicenda dei non-funerali di Priebke. Tutto ciò che è accaduto e ancora accade mentre scrivo è davvero penoso.
Che Italia è questa, incapace di abbandonare il rancore davanti al corpo di un vecchio ergastolano? Non è la mia Italia. La mia Italia ha compassione di un morto, di qualsiasi morto, la mia Italia lascia seppellire un morto, ogni morto, in modo cristiano. Come un peccatore, sì, ma come un uomo.
Tutti i grandi hanno avuto pietà dei corpi dei loro nemici. Ma oggi dov'è questa grandezza, dov'è la compassione?
Dio abbia pietà di chi non ha pietà.


“Al Merito della Repubblica Italiana”

26 novembre 2013


Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, conferisce l'Onorificenza di Cavaliere dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana all'avvocatessa Lucia Annibali, la donna di Pesaro sfregiata con l'acido per ordine del suo ex fidanzato.
Ebbene sì, in Italia l'essere sfregiati con l'acido dal proprio ex è un merito da cavalierato.
PS: "I requisiti per poter essere insigniti di una onorificenza dell’Ordine “Al Merito della Repubblica Italiana” sono: aver acquisito benemerenze verso la Nazione nel campo delle scienze, delle lettere, delle arti, dell’economia e nel disimpegno di pubbliche cariche e di attività svolte ai fini sociali, filantropici ed umanitari, nonché per lunghi e segnalati servizi nelle carriere civili e militari". Ora, motu proprio, dobbiamo pensare che Napolitano abbia aggiunto "aver ricevuto dell'acido in faccia dal parte del proprio ex".

quando tutto è relativo!

reati d'opinione

Io credo che il problema delle discriminazioni razziali e sessuali siano il "cavallo di Troia" col quale si introdurrà in Europa il reato d'opinione.

Le belle parole di un Nobel per la letteratura!

Le più belle parole di un Nobel per la letteratura!

 

 "DA GHALÜTH ARREVE' A L'AYARUTH - GHEL
TŒLEVE ALEVE L'UTH - EDO' EDO' EDO' CHE'L RAMENUTH - EL FEZÊVE AL SU GALŪTH - ALEHÜ, ALEHÜ REMANU - HØDE EHOAƉE' - ÜŽŽIXX REMANUTH - ÝHOHOAHEO'"

(Dario Fo)

un minuto di silenzio al campo

 


Il comandante del campo n. 2 fece rispettare ai prigionieri un rigoroso minuto di silenzio per ricordare le vittime del campo n. 1

 

Il governo italiano... (l'importante è la parità dei sessi)



L'arte di discriminare gli italiani made in Oviesse.

L'arte di discriminare gli italiani made in Oviesse.
Nella foto in lingua corrente si legge:
"Global Refund
Se sei residente nell'UE, NON hai diritto al rimborso dell'iva pagata sull'acquisto dei beni per uso personale. Oviesse, convenzionata con Global Refund, riserva il rimborso come privilegio ai soli residenti in paesi extracomunitari. Pertanto se sei un cittadino residente in Italia o in UE, paga l'iva e per favore non scocciare il personale.
"

più Europa?

l'intollerante frescone e le sentinelle in piedi


9 ottobre 2014


Pare che questo bel frescone NON sia stato
aggredito da nessuno, NON sia stato insultato, NON abbia subito violenze di alcun tipo, ciò nonostante l'abito nazistoide che indossava, e la palese intenzione provocatoria nei confronti delle Sentinelle in Piedi.
Il pindolone della foto ha così dimostrato che gli intolleranti, i violenti, i babari incivili sono proprio coloro che attaccano, insultano e picchiano le sentinelle, mentre le suddette sentinelle sono tolleranti, pazienti e non violente. Stop.
Grazie fresconcello
.


La famiglia

«La famiglia esiste e prevede l’unione di un uomo e di una donna che fanno dei figli ai quali cercano di assicurare un futuro. Poi ben vengano altre forme di relazione. Ma non chiamiamole famiglie. La verità è che oggi le proteste di certa sinistra hanno come segreto obbiettivo la distruzione della famiglia in quanto tale».

stranieri e stranieri

E poi ci sono degli stranieri onesti, laboriosi ed integrati che più si sforzano di essere italiani e peggio vengono trattati....

 

Patacche al nullo merito. Cavalierati e cittadinanze a vanvera

30 novembre 2013 alle ore 20.58





Cavalierati a vanvera
Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, il 25 novembre 2013 ha conferito l'Onorificenza di Cavaliere dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana all'avvocatessa Lucia Annibali, la donna di Pesaro che fu sfregiata con l'acido per ordine del suo ex fidanzato.

Il presidente Ciampi, se ben ricordo, aveva trasformato in Commendatore (sic) quel cantante il cui nome coniuga alla perfezione un dio greco con un noto digestivo italiano.

L'Ordine al Merito della Repubblica Italiana, mi punge vaghezza il ricordarlo, fu istituito con la Legge 3 marzo 1951, n. 178 (G.U. n. 73 del 30 marzo 1951).
Dice il sito della Presidenza che si tratta del «primo fra gli Ordini nazionali ed è destinato a "ricompensare benemerenze acquisite verso la Nazione nel campo delle lettere, delle arti, dell'economia e nel disimpegno di pubbliche cariche e di attività svolte a fini sociali, filantropici ed umanitari, nonché per lunghi e segnalati servizi nelle carriere civili e militari."».

Certo, sono noti a tutti i meriti canori del commendator Ramazzotti, senza i quali l'Italia non sarebbe ciò che è, ma l'essere sfregiati con l'acido dal proprio ex fidanzato è un merito?! Vale un cavalierato?
E l'essere stuprata da un branco di bastardi? E l'essere rapinate? E dove si ferma il merito per un cavalierato? Essere vittima di uno scippo o di una truffa porta all'onoreficenza? E l'aver preso un pugno al bar?
Ci penseranno i prossimi Presidenti, io credo, a finire il lavoro, e poi... "todos caballeros"!




Cittadinanze  a vuoto
Oggi pare che vada di moda nei municipi anche l'idea di concedere la cittadinanza onoraria ai bambini figli di stranieri e nati in Italia. 
In genere la "Cittadinanza Onoraria" si concedeva, come riconoscimento onorifico, a chi, non essendo iscritto all'Anagrafe del Comune, si fosse distinto per una delle seguenti motivazioni:
  1. per l'esempio di una vita ispirata ai fondamentali valori umani della solidarietà, dell'amore dell'aiuto al prossimo, specialmente nei confronti dei più deboli e bisognosi;
  2. per il contributo al progresso della cultura in ogni campo del sapere ed il prestigio conseguito attraverso gli studi, l'insegnamento la ricerca e la produzione scientifica;
  3. per il personale apporto al miglioramento della qualità della vita e della convivenza sociale conseguente al generoso impegno nel lavoro, nella produzione dei beni, nelle professioni, nel commercio, nella gestione politica e amministrativa;
  4. per esemplare affezione ed interessamento verso la città e la comunità, unanimemente riconosciuti e testimoniati da opere ed iniziative finalizzate a promuovere tra i cittadini palmesi e all'estero la conoscenza e la valorizzazione della realtà socio-economica, storico-artistica e umana della loro terra.
E' evidente che se la si concede a dei neonati, che tanti meriti non devono aver maturato nella loro vita, la cittadinanza onoraria perde di significato.
Come possono sopravvivere le onoreficenze se le usano come arieti politici per abbattere le porte del buon senso e  spianare la strada a idee italofobe o androfobiche?

Mala tempora corrunt
MB

Corrispondenza sulla libertà di stampa e di espressione

21 dicembre 2013 alle ore 10.24
Ecco in sequenza lo scambio di lettere avvenuto fra me e la viceministro Guerra sul tema delle «Linee guida per un'informazione rispettosa delle persone LGBT».

Petizione al Governo
per il ritiro delle «Linee guida per un'informazione rispettosa delle persone LGBT».
Gent.ma Prof.ssa Maria Cecilia Guerra, Vice-Ministro con delega per le Pari Opportunità
Spett. Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali
Spett. Presidenza del Consiglio dei Ministri

Con la presente vi chiedo di ritirare il documento in tema di «Linee guida per un'informazione rispettosa delle persone LGBT» in quanto lesivo della libertà di espressione e di informazione.
In esso vengono veicolate, senza nessun filtro né possibilità di contraddittorio, le tesi delle associazioni LGBT più radicali e politicizzate, che rappresentano una frazione minima delle persone gay e transessuali. Si tratta per lo più di concetti basati sull'ideologia del "gender" che non ha alcuna base scientifica.
A questo proposito vi consiglio la visione di questo documentario [http://vimeo.com/19707588] trasmesso da un canale norvegese, a seguito del quale il Consiglio dei Ministri dei paesi scandinavi ha deciso di chiudere il Nordic Gender Institute (NIKK), uno degli avamposti della "Gender Theory".
E' inaccettabile che un ente dello Stato faccia propria questo genere di propaganda, con l'obiettivo di influenzare il modo in cui i giornalisti dovrebbero raccontare una realtà molto controversa.Invece di favorire un confronto pacato su un tema delicato e che coinvolge i diritti dell'infanzia (vedi la definizione di famiglia, la proposta di adozioni per coppie di persone dello stesso sesso, la maternità surrogata...)si decide di mettere a tacere in maniera autoritaria chiunque dissenta dalla visione di una lobby numericamente esigua, ma che dispone di molti mezzi e spazi spropositati sui mass media.
La logica è la stessa della cosiddetta "legge anti-omofobia", che potrebbe essere approvata dal Senato con sedute notturne durante le vacanze natalizie, per evitare che i cittadini siano informati di come si stia per introdurre nell'ordinamento un nuovo "reato d'opinione".
E' questo il vostro concetto di "democrazia"? A quando delle "linee guida per una informazione rispettosa verso chi non la pensa come le lobby LGBT"?
Le vere priorità per il Paese sono altre, soprattutto se si considera che l'Italia è uno dei paesi più "gay-friendly" al mondo (vedere risultati delPew Research Center).
Cordialmente
Michele Balen

Risposta della Viceministro Guerra

Cara Cittadina e caro Cittadino
grazie per averci scritto esprimendo la sua opinione sulle “Linee guida per una informazione rispettosa delle persone LGBT”. Con la pubblicazione di queste Linee guida il Dipartimento per le Pari Opportunità presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, ha voluto proporre uno strumento destinato al mondo dell’informazione per riflettere sulle discriminazioni basate sull’orientamento sessuale e identità di genere che talvolta vengono, anche involontariamente, veicolate dai mass media.  Lungi dal sostituirsi al ruolo fondamentale dei media, le Linee guida intendono fornire informazioni e  spunti di riflessione su questioni che appartengono ad una società pluralista, inclusiva, moderna  e rispettosa dei diritti umani di tutte le persone.

Questo strumento non vuole restringere le libertà di espressione, al contrario. L’obiettivo è fornire maggiori elementi di conoscenza per favorire una informazione libera e rispettosa delle diversità, nell’ottica del confronto e del dialogo, del rispetto dei diritti dell’infanzia e delle famiglie.

È una proposta rivolta al mondo dei media affinché vi sia attenzione al linguaggio in chiave antidiscriminatoria. Le parole, infatti, se usate in modo improprio, possono ferire. I tragici fatti di cronaca, i  suicidi di giovani adolescenti, vittime di bullismo omofobico spesso agito tramite il web, ci richiamano al dovere di combattere ogni discorso d’odio.

Inoltre, non possiamo esimerci dal considerare che, sul piano internazionale, le Nazioni Unite e l’Europa sollecitano gli Stati a tutelare sempre più i diritti di tutti i cittadini e le cittadine e a vietare la discriminazione in tutte le sue forme. Del resto, questo è anche il dettato della nostra Costituzione.

Le Linee guida sono state finanziate dal Consiglio d’Europa, in attuazione del Programma “Combattere le discriminazioni basate sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere”, in linea con una Raccomandazione del 2010. Per preparare queste Linee guida è stato organizzato un ciclo di seminari dal titolo “L’orgoglio e i pregiudizi”, patrocinato dalla Federazione Nazionale della Stampa e dall’Ordine dei Giornalisti. Ciò chiarisce ulteriormente quanto gli operatori dell’informazione ritengano che tali strumenti possano essere molto utili e assolutamente non lesivi di alcuna libertà di opinione.

Nel porgere i migliori saluti, auguro a Voi e alle Vostre famiglie buon Natale e felice anno nuovo.

Maria Cecilia Guerra
Vice Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali con delega alle Pari Opportunità

Replica alla risposta del Viceministro

Spett. Vice-Ministro con delega per le Pari Opportunità Prof.ssa Maria Cecilia Guerra,
e p.c. Spett. Presidenza del Consiglio dei Ministri
Spett. Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali

Ho letto la sua risposta alla mia richiesta di ritirare il documento in tema di «Linee guida per un'informazione rispettosa delle persone LGBT».
Devo dire che, se non mi aspettavo una Sua risposta mail - e di avermi voluto rispondere io La ringrazio -, mi aspettavo però da parte Sua un pensiero esattamente identico a quello che Ella mi ha espresso.

Ora, se Lei mi permette, vorrei replicare con poche righe alla sua risposta.

Il titolo del documento, "Linee guida", indica, senza mezzi termini, che il Governo ha proprio l'intenzione esplicita di "guidare" con le sue "linee" il pensiero e l'azione dei mezzi d'informazione, si presume con lo scopo di "guidare" il pensiero e l'azione degli informati, cioè degli italiani. Non si tratta come dice Lei di un documento teso a "fornire maggiori elementi di conoscenza per favorire una informazione libera e rispettosa delle diversità, nell’ottica del confronto e del dialogo, del rispetto dei diritti dell’infanzia e delle famiglie.", ma di un testo fatto con lo scopo dichiarato di "guidare" l'informazione in senso stretto.

Coerentemente col titolo, il documento è, in sostanza, un manuale di "verità inopinabili". In esso si dice: "così è, così si deve pensare, così si deve dire!". È una sorta di catechismo laico, un catechismo dell'ideologia di genere, coi suoi dogmi, con le sue verità di fede, le sue categorie 'a priori', da leggere, da imparare e da ripetere come i pappagalli.

"Chi sono i transessuali?"
"I transessuali sono quelle persone che sentono di appartenere al genere opposto a quello a cui lo assegnerebbero i caratteri sessuali alla nascita."
"Bravo dieci più!"

Le "Linee guida" dicono che cosa si debba (non cosa si possa) intendere per questo o per quel termine, definiscono, inquadrano la logica, incanalano il linguaggio, e il resto vien da sé. Con buona pace di chi ancora vorrebbe godere di una libertà di stampa, di pensiero e di espressione. Pensi, signor viceministro, che nel suo documento la necessità del "contradditorio" viene sostanzialmente presentata come "non ovvia". Non è necessario, cioè, il confronto delle idee; non serve che chi la pensa in modo difforme dal ministero lo dica espressamente. Può anche tacere.

Io trovo gravissimo, signor viceministro, che un governo si atteggi a "maestro di pensiero" davanti al suo popolo sovrano, e che si proponga di "rieducare" i cittadini, adulti, maggiorenni e responsabili, mostrando loro la via del "corretto pensare". Lei, Signor viceministro, ritiene davvero che il popolo italiano non sappia pensare da sé, che abbia bisogno di essere 'rieducato' alla maniera di Mao? Lei ritiene davvero che sia compito del governo indirizzare le menti verso un pensiero stereotipato e di regime?

L'Europa. L'Europa che ci dice, che ci impone, che ci obbliga, l'Europa che ci richiama sempre all'ordine, che ci tira le orecchie per questo o per quello; l'Europa coi suoi funzionari imperiali, l'Europa con le sue oscure commissioni, mai elette, l'Europa delle convenzioni cogenti, mai ratificate - guarda caso - da nessun referendum popolare… L'Europa. È il regista occulto che induce, che giustifica, che impone decisioni di per sé, in realtà, discutibili, magari contrarie all'opinione comune, ma che sono messe al di fuori dalla portata del popolo. "Ce lo impone l'Europa!", dite spesso, "Dea Europa lo vult!". E il popolo deve accettare.

Ma Le pare, signor viceministro, che basti un "lo vuole l'Europa" per giustificare anche questo tentativo, gravissimo, di indottrinare l'informazione e i media del nostro Paese? Le pare davvero che si tratti solo di un atto dovuto, burocratico, d'ufficio, e che si possa così svicolare dal dibattito culturale e politico di un Paese? Guardi, signor viceministro, io penso in cuor mio che né a Lei né all'intero governo di cui Ella fa parte, interessi un granché della libertà di pensiero e di espressione del popolo italiano. Anzi, credo che per Lei e per i suoi colleghi il popolo debba essere "libero" di pensare e di parlare solo seguendo una dottrina di stato, seguendo un pensiero che è coatto, omologato e "politicamente corretto".

Per questo Le prometto, in tutta onestà, che farò quanto è in mio potere, sempre nel pieno rispetto della legge e delle istituzioni, per contrastare questa vostra sciagurata azione liberticida.

Visto che ancora non ci è proibito di nominarlo
Le auguro intanto un Natale Santo e Felice.

Michele Balen

«Linee guida per un'informazione rispettosa delle persone LGBT».

21 dicembre 2013 alle ore 18.54

Raccolgo uno scritto di Matteo Cattaneo che mi è piaciuto e lo ripubblico a mia volta.


Con il testo [«Linee guida per un'informazione rispettosa delle persone LGBT» il Governo] dichiara di voler contribuire all'abolizione degli stereotipi e dei discorsi pregiudizievoli nei confronti delle persone LGBT (lesbiche, gay, bisessuali e transessuali). Alcune delle indicazioni fornite sono sacrosante (e così ovvie da essere quasi inutili): le persone LGBT non devono essere insultate, descritte in modo stereotipato, offese o discriminate in quanto tali. Purtroppo, il documento va ben oltre, fino a rappresentare un vero e proprio testo propagandistico dell'ideologia gender e dei cosiddetti "diritti delle persone LGBT". Di seguito alcuni esempi:

Matrimonio e famiglia: il documento diffida dal parlare di "famiglia tradizionale" (quella composta da un uomo e una donna) e di "matrimonio gay", affermando che le unioni tra persone dello stesso sesso non vadano differenziate dai matrimoni tra uomo e donna e che le "famiglie omogenitoriali" non debbano essere linguisticamente distinte dalle altre. Questo punto è evidentemente lesivo della libertà di opinione di tutti coloro che credono che il matrimonio sia riservato alle unioni tra uomo e donna e che solo questa istituzione possa fondare una famiglia autentica.
Politica e diritti: da un lato il documento sconsiglia di legare le tematiche LGBT all'intervento di specialisti (come psicologi e psicanalisti) per non "depoliticizzare le questioni inerenti i diritti LGBT", ma dall'altro lato a sua volta neutralizza il dibattito su tali questioni (matrimonio tra persone dello stesso sesso, adozione e così via), dando per scontati provvedimenti e dispositivi legislativi attualmente inesistenti e bollando tutto il resto come pregiudiziale e discriminatorio.
Dibattiti: si afferma che "non è affatto ovvio" proporre contraddittori sui diritti delle persone LGBT. Ancora una volta, si scambiano i diritti individuali (sacrosanti per tutti gli individui, senza distinzione alcuna) con le discussioni sull'istituto della famiglia e del matrimonio, che non hanno nulla a che fare con i diritti delle persone e che devono essere oggetto di dibattito democratico.
Discorsi d'odio: si afferma di voler combattere i discorsi di incitamento all'odio (obiettivo ovviamente encomiabile), ma di fatto si finisce col considerare tale tutto ciò che non si dichiara favorevole all'estensione del matrimonio alle coppie formate da persone dello stesso sesso.
Neutralità: il documento si avvale dell'autorità e della neutralità dovute al suo carattere istituzionale, ma di fatto esprime opinioni politiche e ideologiche tutt'altro che asettiche, e di conseguenza orienta i mass media e l'opinione pubblica che ne fruisce, sia in modo diretto (ad esempio, dichiarandosi nemmeno troppo velatamente a favore dell'introduzione del cosiddetto "matrimonio gay") sia indirettamente (come quando si consiglia di non utilizzare l'espressione "utero in affitto" e di sostituirla con "gestazione di sostegno", come se una diversa espressione linguistica potesse far scomparire le enormi problematiche etiche e giuridiche legate a questa prassi).

In generale, il documento confonde continuamente il rispetto per le persone LGBT (che è assolutamente doveroso, così come il rispetto per tutte le persone, senza distinzioni in base all'orientamento sessuale) con le rivendicazioni di modifiche a istituti della società (come matrimonio e famiglia) che non c'entrano nulla nè con i diritti individuali nè con il rispetto dovuto a ogni essere umano.

Affermare che il matrimonio è l'unione di un uomo e una donna e che così dovrebbe essere per legge o dichiarare che un bambino deve essere cresciuto da un padre e una madre (e affermare queste cose senza violenza o insulti) non vuol dire mancare di rispetto a nessuno, ma semplicemente significa esprimere un'opinione politica. Non si capisce perché il Dipartimento delle Pari Opportunità debba vietare a un giornalista di esprimersi su queste tematiche, perché il dibattito democratico debba essere sospeso in nome del politically correct, perché le decisioni su questi temi debbano esser prese a priori rispetto al Parlamento e all'opinione pubblica, perché chi non è in linea con queste convinzioni politiche debba essere tacciato di omofobia e intolleranza.

Per tutte queste ragioni, ti chiedo di sottoscrivere e diffondere questa petizione di CitizenGO, cliccando sul link seguente:

http://www.citizengo.org/.../1813-liberta-di-opinione-su...

Per ogni firma, il presidente dell'Ordine dei giornalisti Enzo Iacopino riceverà una e-mail che gli chiede di non adottare queste linee guida liberticide all'interno del codice deontologico della professione giornalistica.

Grazie del tuo impegno in difesa della libertà di opinione di chi crede nel valore della famiglia.

Colgo l'occasione per augurare a te e alla tua famiglia un sereno Natale.

A presto,

Matteo Cattaneo e il team di CitizenGO

Veronesi: "chi crede non ragiona"

5 febbraio 2010 alle ore 15.29


Milano, 4 febbraio 2010. L'oncologo italiano Umberto Veronesi, nel corso di Sky Tg24 Pomeriggio, ha rilasciato un'intervista di cui pubblico di seguito la fedele trascrizione.
La pubblico per dare notizia delle dichiarazioni di Veronesi e per avviare contestualmente un'analisi critica delle stesse.



VERONESI:
- Scienza e fede non possono andare insieme, perché la fede presuppone di credere ciecamente a qualcosa di rivelato nel passato, una specie di leggenda che ancora adesso persiste, senza criticarla, senza diritto di mettere in dubbio i misteri e i dogmi, mentre... e quindi la religione per definizione è integralista, non si può credere per metà, non si può credere a certe cose e non a altre.
La scienza viceversa vive nel dubbio, vive nella ricerca della verità, vive nel bisogno di provare, criticare se stessi, riprovare e così via. Quindi per definizione la scienza è possibilista. Quindi son due mondi e due concezioni di pensiero molto lontani l'uno dall'altro. Quindi non si possono abbracciare tutti e due. A mio parere.-
- Devo dire che sono arrivato ad essere un vero laico dopo aver esaminato a fondo tutte le religioni. La religione ti impedisce di ragionare, devi accettarlo senza ragione…-

INTERVISTATRICE-…addirittura!? -

VERONESI:
- Eh certo, non puoi mettere a discutere… non puoi discutere e criticare i testi religiosi o i dogmi religiosi. Rispetto profondamente chi crede, non ho nessuna, ehm… diciamo… volontà o neanche pensiero lontano di interferire in questo…. in questa convinzione; devo dire che anche nella malattia può aiutare per questo 'sentirsi protetti' in qualche maniera da una divinità, e capisco che possa essere una… anche avere un aspetto consolatorio. -


COMMENTO

«Scienza e fede non possono andare insieme, perché la fede presuppone di credere ciecamente a qualcosa di rivelato nel passato, una specie di leggenda che ancora adesso persiste, senza criticarla, senza diritto di mettere in dubbio i misteri e i dogmi, mentre... e quindi la religione per definizione è integralista, non si può credere per metà, non si può credere a certe cose e non a altre.»

Secondo Veronesi la fede presuppone di credere ciecamente a qualcosa di rivelato. Ciò risponde in parte al vero: la fede è davvero 'credere' in una rivelazione, pur tuttavia non è necessario per chi crede in una rivelazione, farlo modo cieco e assoluto. Non è comunque necessario nella prospettiva della fede cristiana.
Nella prospettiva cristiana si può e si deve credere, infatti, anche facendo uso della ragione. La ragione può confrontarsi in tutta libertà con le verità rivelate, al pari di come si confronta in tutta libertà con le cosiddette leggi di natura; trattando cioè queste e quelle come punti di partenza per avviare ragionamenti, prove e operazioni logiche, per valutare e analizzare, in modo sempre critico e vigilante, l'esperienza storica e sensoriale dell'uomo; quella immanente e materiale come quella trascendente e spirituale.

Veronesi ritiene che la fede, per lui cieca e irrazionale, sia l'unica dimensione dell'esperienza religiosa. Non è così: logica e razionalità hanno sempre accompagnato, almeno in occidente, il sentimento religioso e la fede più autentica. Filosofia e teologia hanno, fin dai loro esordi antichi, dibattuto le loro questioni usando come soli strumenti a disposizione, data l'immaterialità dei temi, la logica e la ragione.

Teologia e filosofia sono discipline essenzialmente logiche e, se è vero che nelle religioni rivelate la speculazione è vincolata, appunto, dalla rivelazione divina, è vero però anche che per la stessa medesima ragione l'esercizio intellettivo è reso più complesso, dovendosi in esso far concordare verità rivelate con esperienze concrete e con soluzioni logiche coerenti.

Il diritto di mettere in dubbio i dogmi e i misteri, il diritto, insomma, di critica teologica, è stato veramente negato in alcuni periodi della storia, in alcuni più che in altri, ma ciò non appartiene alle cose necessarie delle religioni quanto piuttosto a quelle accessorie, accidentali.
Grandi dibattiti e grandi disquisizioni hanno segnato la storia di tutte le teologie del mondo, con divisioni epocali e con contradditori teologici e filosofici combattuti a suon di argomentazioni logiche e razionali.

Insomma, Veronesi sembra ignorare che la storia delle religioni è segnata da un fermento continuo di ragionamenti, di contrapposizioni ideologiche e filosofiche e da dibattiti, e da un esercizio continuo di logica e di razionalità. La religione -Veronesi ne sarebbe sorpreso- fa pensare e ragionare quanto e forse più della scienza stessa.

Per Veronesi la religione è "integralista per definizione". Va da sé che l'affermazione è semplicistica e gratuita e infatti non c'è alcuna definizione di religione che implichi in sé il concetto di integralismo. Dunque la religione non è "integralista per definizione" ma solo "per Veronesi", è una sua pur legittima opinione.
Veronesi associa integralismo e religione probabilmente per l'indiscutibilità dei punti di partenza, ossia dei principi contenuti nella rivelazione. Farebbe bene Veronesi ad analizzare anche la sua scienza con la medesima severità.

Il mondo scientifico, infatti, è spesso accusato di essere altrettanto integralista delle religioni, da parte di innumerevoli frange parascientifiche. A costoro, veri e propri eretici della scienza, gli epigoni dell'ortodossia scientifica reagiscono chiamandoli col termine di 'ciarlatani' e chiedendo al braccio secolare di reagire con l'ostracismo più severo. L'accusa che gli scienziati rivolgono ai ciarlatani è quella di non attenersi al cosiddetto 'metodo scientifico' e di non sottostare alla verifica dei loro risultati da parte della comunità scientifica internazionale.

Dunque un ipotetico Antiveronesi filoeretico per la scienza potrebbe affermare, con simmetrica sicurezza, che "la scienza è integralista per definizione". Nemmeno la scienza, infatti, può o vuole prescindere dai propri fondamenti metodologici, dai propri principi epistemologici.