mercoledì 30 novembre 2011

La crisi che venne da lontano (c'è del marcio in Occidente)

La crisi? Sì, certo che questa è una crisi finanziaria coi fiocchi, e chi lo nega? Ma quando è nata?
Secondo me la crisi è epocale, ma ha come si suol dire "radici profonde". , Questa crisi io l'ho vista nascere e crescere come una marea nera fin dagli anni Settanta. L'ho vista nascere cullata dalle mille assurdità di un'Italietta postsessantottina, di un'Italietta provinciale che si pasceva delle sue illusioni, dei suoi 'ordini del giorno' di seconda mano. La mara nera che allora veniva avanti portava con sè l'immondo liquame delle grandi ipocrisie sociali e culturali di allora, che sarebbero state poi il vangelo del nostro tempo. Ipocrisie elevate al rango di verità, di paradigmi ideologici, di schieramenti obbligatori, e di "correnti di pensiero" tutte uguali nella loro pretesa diversità.
Come uno smog, come un agente infettante, il delirio del secolo si espandeva già in quegli anni fra le menti degli italiani. Piovra dai molti tentacoli, tumore della coscienza, lebbra del pensiero, la madre della crisi di oggi, la crisi morale, aveva allora nomi e forme differenti, forme coerenti tra loro solo per il medesimo perniciosissimo effetto. Erano i no perentori, i no alle regole, all'identità, a Dio, al dovere. Erano i al femminismo, all'omosessualismo, all'androfobia. Era l'antifascismo coattivo e di maniera, era la ribellione intruppata e d'ordinanza. Era l'amoralità, matrice di tanta corruzione, era il cosmopolitismo nella sua insensatezza, il meridionalismo ideologico e antisettentrionale, e l'esistenzialismo e la droga, e ancora l'odio per se stessi, gemello siamese di una stolida venerazione per "l'altro", e poi ancora l'antirazzismo di facciata, che poi non era altro altro che uno strano autorazzismo, un masochistico flagello per la "nostra razza".

Erano gli anni Settanta quelli, gli Anni di Piombo, a cui seguirono poi gli Ottanta che furono, io credo, gli Anni dell'Oppio laicista, e i Novanta, gli Anni di Colesterolo alle Stelle, sfociati infine, in pompa magna, alle Soglie del Nuovo Millennio.
E dopo un decennio di nuovo millennio... ecco già lo stop, la fine del giro di giostra.
La droga ideologica, le illusioni di una coscienza anestetizzata, stanno ormai finendo. Un Occidente bizantino e decandente si dimena nel giaciglio viziato del suo dormiveglia;. Con la mente intontita dal sonno processa se stesso, morbosamente, e uccide ogni giorno il proprio "padre". Sega il ramo sui sta seduto, e tira la sveglia della storia sul muro, perchè rifiuta di fare i conti con la realtà.
Ma tutto volge rapidamente al termine, l''Occidente ha perduto la sua propria identità, ha perduto il vigore, ed è diventato l'eunuco che ha scelto di essere. Quando il freddo e la fame lo risveglieranno del tutto, quando tornerà a guardarsi e scoprirà di essere rimasto nudo e senza armi, allora e solo allora, si renderà contro di essere marcito.

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