La crisi? Sì, certo che questa è una crisi finanziaria coi
fiocchi, e chi lo nega? Ma quando è nata?
Secondo me la crisi è epocale, ma ha come si suol dire "radici profonde". , Questa crisi io l'ho vista nascere e crescere come una marea nera fin dagli anni Settanta. L'ho vista nascere
cullata dalle mille assurdità di un'Italietta postsessantottina,
di un'Italietta provinciale che si pasceva delle sue illusioni, dei suoi
'ordini del giorno' di seconda mano. La mara nera che allora veniva avanti portava con sè l'immondo liquame delle grandi ipocrisie sociali e
culturali di allora, che sarebbero state poi il vangelo del nostro tempo. Ipocrisie
elevate al rango di verità, di paradigmi ideologici, di schieramenti
obbligatori, e di "correnti di pensiero" tutte uguali nella loro pretesa diversità.
Come uno smog, come un agente infettante, il delirio del
secolo si espandeva già in quegli anni fra le menti degli italiani. Piovra dai
molti tentacoli, tumore della coscienza, lebbra del pensiero, la madre
della crisi di oggi, la crisi morale, aveva allora nomi e forme differenti, forme
coerenti tra loro solo per il medesimo perniciosissimo effetto. Erano i no perentori, i no alle regole, all'identità, a Dio, al dovere. Erano i sì al femminismo,
all'omosessualismo, all'androfobia. Era l'antifascismo coattivo e di maniera, era la ribellione intruppata e d'ordinanza. Era l'amoralità, matrice di
tanta corruzione, era il cosmopolitismo nella sua insensatezza, il meridionalismo ideologico e antisettentrionale,
e l'esistenzialismo e la droga, e ancora l'odio per se stessi, gemello siamese di una stolida venerazione per "l'altro",
e poi ancora l'antirazzismo di facciata, che poi non era altro altro
che uno strano autorazzismo, un masochistico flagello per la "nostra
razza".
Erano gli anni Settanta quelli, gli Anni di Piombo, a cui seguirono poi gli Ottanta che furono, io credo, gli Anni dell'Oppio laicista, e i Novanta, gli Anni di Colesterolo alle Stelle, sfociati infine, in pompa magna, alle Soglie del Nuovo Millennio.
E dopo un decennio di nuovo millennio...
ecco già lo stop, la fine del giro di giostra.
La droga ideologica, le illusioni di una coscienza
anestetizzata, stanno ormai finendo. Un Occidente bizantino e decandente si dimena
nel giaciglio viziato del suo dormiveglia;. Con la mente intontita dal
sonno processa se stesso, morbosamente, e uccide ogni giorno il
proprio "padre". Sega il ramo sui sta seduto, e tira la sveglia della storia sul muro, perchè rifiuta di fare i conti con
la realtà.
Ma tutto volge rapidamente al termine, l''Occidente ha perduto
la sua propria identità, ha perduto il vigore, ed è diventato l'eunuco che ha scelto di essere. Quando il freddo e la fame lo risveglieranno del
tutto, quando tornerà a guardarsi e scoprirà di essere rimasto nudo e senza armi, allora e solo allora, si renderà contro di essere marcito.

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