L'integrazione
dello straniero parte da una cosa certa: fornire a lui stesso gli
strumenti culturali per entrare a far parte davvero del popolo e della
terra presso cui si trova.
L'ipocrisia generale (e una certa dose di
arrogante imbecillità) portano piuttosto a dis-integrare gli italiani,
più che ad integrare gli stranieri. Per disintegrare gli italiani si
procede col demolire o col nascondere, in
nome dell'accoglienza, i tratti salienti dell'identità nazionale. Tutto
ciò che è identità, infatti, oggi appare "politically incorrect" e va
dunque eliminato.
Gli intellettuali radical chic, con la loro erre
moscia, con la loro saccenteria e con la loro perfetta inutilità,
scambiano il divenire naturale di ogni identità per non-identità, e la
cultura nazionale per nazionalismo, e l'accoglienza per... rinuncia a
ciò che si è e alla propria casa.

Nessun commento:
Posta un commento